24 hours in Turin – la tradizione continua

Non so se sia dovuto a una pura coincidenza degli ultimi tempi, o a una mania dilagante solo tra i miei amici, ma -a quanto pare- sta diventando una tendenza piuttosto diffusa, quella di venire a trovarmi per una notte, per una giornata, o comunque per un periodo molto limitato di tempo.

Non che mi dispiaccia, anzi, chi mi conosce, sa bene quanto io ami le visite degli amici, anche quando sono lampo e sa, altrettanto bene, quanto io mi diverta ad incastrare tutti gli angoli della città nel programma di una sola giornata, con un unico scopo: trasmetter loro la passione e l’entusiasmo che provo io nel vivere qui.

Se ci mettiamo che -dopo una relazione di 4 anni- ora ho finalmente  iniziato a sentire Torino LA MIA CITTA’ e -in quest’ultimo periodo- sono così IN LOVE con lei, che ho finito per immedesimarmi con Carrie Bradshaw nell’episodio in cui dice di avere un unico grande amore, ovvero Manhattan, posso dire di sentirmi finalmente pronta ad accettare la nuova sfida: 24 ore, Torino, una nuova visita e l’intento di rendere questa giornata indimenticabile, ma, ancora di più, rendere questa città indimenticabile.

Ultimo dettaglio non da poco: i miei amici costituiscono probabilmente anche una buona parte dei lettori del blog, quindi COSA ASSOLUTAMENTE DA EVITARE, sarebbe prendere l’ultimo articolo https://coolhuntinginturinandelsewhere.wordpress.com/2012/07/28/what-to-do-in-turin-when-you-have-just-one-night/ e copiarlo alla lettera. In secondo luogo, mi piace creare il programma in relazione alle persone che vengono a trovarmi, per questo l’idea della copia è doppiamente impossibile.

Quindi, si ricomincia da capo…

Torino oggi è assolata e calda, siamo in una di quelle giornate di fine estate che illuminano i palazzi e le vie e rendono ancora più brillanti i giardini e gli angoli verdi della città. E questo è sempre un ottimo biglietto da visita.

Siccome ci incontriamo per pranzo, decidiamo di concederci un’insalata (complice la temperatura ancora gradevole di inizio settembre) e così, quale posto migliore di SOUP & GO? (Via San Dalmazzo 8/A – http://www.soupandgo.it/)

Con le sue zuppe sempre diverse e mai scontate, questo posto si qualifica come uno dei miei preferiti per un pranzo invernale; d’estate -d’altra parte- concede l’allettante alternativa di creare la propria insalata: a disposizione sul bancone, infatti, si trovano tutti gli ingredienti più basici e anche quelli meno scontati per comporre il proprio pasto.

Altro elemento che non considero affatto marginale, è lo spazio esterno con i tavolini. Ricavato da un cortile, offre infatti un’atmosfera davvero suggestiva.

Oltre a zuppe e insalate, però, è facile trovare anche dolci a cui sarà difficile resistere, anche se questa volta ce la facciamo.

(Ok, la verità è che, avendo voglia di cheesecake e di caffè americano, abbiamo deciso, che dopo una passeggiata, ci recheremo in un altro posto per soddisfare queste (new-born) voglie!)

Il locale che ho scelto è RiCreazione in Via B.Buozzi 3 (http://www.ricreazione-torino.com/)

  

Si tratta di uno dei luoghi torinesi, che ho subito sentito mio, appena trasferita qui. Scoperto per caso da un’amica, (mia ospite nella prima casa in cui ho abitato, che si trovava proprio poco distante da qui) che ha pensato bene di segnalarmelo conoscendo i miei gusti, l’ho provato per la prima volta con una cara amica, 4 anni fa, durante una domenica molto piovosa, per un bruch.

Fu subito amore.

   

Da allora ci ho passato interi pomeriggi in solitudine, sorseggiando caffé americano mentre lavoravo al mio computer, ho bevuto aperitivi di gossip e chiacchiere con le amiche, condiviso merende a base di muffin, pancakes e confidenze. Con un dehor delizioso situato in una luminosa piazzetta, pur trovandosi in pieno centro, trovo che d’inverno questo locale acquisti un’atmosfera ancora più gradevole, ospitale e suggestiva. Le grandi e luminose vetrate, la selezione musicale gradevole e mai troppo invasiva, l’atmosfera soft e la gentilezza del personale, trasformano questo posto in un angolo di NYC.

   

A parte la mia seria dipendenza da caffè americano e la gioia provata nello scoprire il primo bar della città che, finalmente, lo preparava come negli USA, di questo posto mi piacciono i muffin (mirtilli, frutti di bosco, cioccolato), ma trovo eccezionali anche la carrot cake (anche se a dire la verità tolgo la creamcheese che la ricopre, ma solo perché non amo i gusti troppo dolci, la cheesecake ai frutti di bosco, i pancakes con lo sciroppo d’acero).

Dal momento che la giornata comincia a farsi intensa, almeno dal punto di vista gastronomico, decido che è arrivato il momento di mostrare la parte di Torino che prediligo: il Parco del Valentino.

Con il Po, i ponti che lo attraversano, gli alberi, il giardino Zen e il Fluido con i suoi aperitivi e i suoi spritz, questo luogo diventa sempre il luogo ottimale per una lunga e piacevole passeggiata: come potrei far tornare a casa qualcuno, senza che abbia assaporato questo angolo di città? Che Cicerone sarei?

E allora eccoci, pronti a immergerci in una lunga passeggiata che costeggia il fiume.

Dopo un po’ di relax, decidiamo di concederci una cenetta. Il posto prescelto è i tre galli, nel cuore di quadrilatero romano, Via S. agostino 25 – http://www.3galli.com/.

Il posto è delizioso, il suo interno è arredato con gusto e in modo davvero originale, così come l’esterno, che si trova in una delle zone più vivaci del quartiere.

  

Sebbene in questo ristorante si mangi davvero bene e io ami l’atmosfera che vi si crea, questa volta mi dispiace dover fare un paio di critiche.

La prima è che quando siamo arrivati, i secondi presenti nel menù, erano ultimati (tutti, se ne salvava solo uno, di cui francamente faccio anche fatica a ricordarmi) e ritengo che avrebbero dovuto informarci per tempo; il secondo è la scortesia e la sgradevolezza della cameriera che ci ha serviti.

A loro discolpa posso dire che siamo arrivati verso le 22.30 (di sabato sera), e posso capire la stanchezza o il menu semi-esaurito, tuttavia non giustifico né una criticità, né l’altra.

La qualità del cibo rimane comunque sempre alta (abbiamo ordinato una carne cruda e una selezione di formaggi, entrambi squisiti e come dolcino, un tortino di cioccolato con crema di ricotta e lamponi), pertanto non mi lamenterò di questo aspetto. Altre volte sono stata qui e l’atteggiamento dei camerieri è sempre stato cortese ed accogliente: avremo beccato la serata NO.

Per concludere parlerò di due posti, uno che già conosco e l’altro che ho scoperto per caso, in cui non siamo riusciti a fermarci domenica mattina, ma nei quali mi impegnerò a tornare presto.

Procedo dunque ad inserirli nella mia TO-DO-LIST.

Uno è l’ ASTORIA, Via Berthollet 13, http://www.astoria-studios.com/. Posto molto carino per un cocktail post-cena, dove mi sono fermata in più occasioni, ma che mi incuriosisce, ancora di più, e che avrei voluto provare per il brunch domenicale (non ci sono ancora riuscita, purtroppo).

Ogni domenica, infatti, il menu varia e, tra i vari lati positivi, segnalo la durata (11-16), come i veri brunch MADE IN NYC. (http://www.astoria-studios.com/brunch – https://www.facebook.com/events/227596694035202/)

Sulla stessa via, proprio domenica mattina, abbiamo scoperto un altro posto. Si tratta di un ibrido (bar, torteria, osteria, panetteria… è difficile scegliere la parola più appropriata per descriverlo).

Contraddistinto dall’insegna “San Salvario” che si trova all’ingresso del locale, parlando con la proprietaria, scopro che ha aperto da novembre dell’anno scorso e che la mattina iniziano con la colazione, poi proseguono con il pranzo e le merende nel pomeriggio, fino al bicchiere di vino e un paio di stuzzichini pre cena: chiudono alle 20 circa.

Quello che però mi ha colpito di più, è la scritta in vetrina “Pretzel”.

Ebbene sì, avete presente quell’alimento tipico tedesco, un incrocio tra pane e salatino a forma di simil-cuore? Ecco in questo locale lo fanno.

Non resisto e ne ordino 3: voglio farli assaggiare agli amici che incontrerò al picnic di fine estate, questo pomeriggio.

Ed eccoli qui, caldi, appena sfornati e salati al punto giusto.

Che delizia!

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3 thoughts on “24 hours in Turin – la tradizione continua

  1. It’s the best time to make some plans for the future and it is time to be happy. I have read this post and if I could I wish to suggest you few interesting things or suggestions. Perhaps you can write next articles referring to this article. I want to read even more things about it!

    • Dear Diego,
      Thank you so much for your interest and you suggestion.
      Turin is the town where I have been living for 5 years, so it wouldn’t be so difficult to write again about cool things to do there or cool places to be.
      To say the truth, I have a lot of new posts in my mind. I only need some time to write it.

      Stay tuned.

      Love,
      A.

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